20.9.15

A weekend...ad Expo (parte 1)

Come definire Expo, questa grande manifestazione costata milioni e milioni di euro, arresti, inchieste, commissari e indagini? Fantozzi ne "Il secondo tragico Fantozzi" direbbe: 
"La corazzata Expo è una cagata pazzesca!!!" 
Per la scena originale clicca QUI


O meglio, forse non ho proprio capito cosa sia Expo. Sono contenta però che abbia avuto successo e che abbia portato soldi e turismo a Milano vista la crisi nera che non sembra finire.
In ogni caso, sabato 12 settembre io e il mio ragazzo, armati di biglietto giornarliero ( €37 l'uno, mortacci loro..) ci siamo recati ad Expo non tanto perchè fossimo davvero interessati ma più che altro per dire "abitiamo a Milano, saremo mica noi gli unici che non ci sono andati?". Fregati.
Come si arriva ad Expo: metro rossa direzione Rho, ultima fermata e poi un bel pezzo a piedi prima di arrivare.
Ecco cosa si vede appena arrivati:




Qui invece il famoso Decumano, la strada principale dove ai lati si trovano i padiglioni dei vari Paesi del mondo. Come potete vedere, quel giorno era parecchio affollato.


Ci chiediamo a sto punto: che padiglione visitare? Di seguito il padiglione del Brasile ossia semplicemente una rete sospesa a metri da terra su cui si può camminare sopra. 
E dovrei fare ore di fila per questo? No, passo.


Nel frattempo, si fa una certa ora e ci viene fame. Sappiamo che fuori dal padiglione del Belgio si vendono patatine fritte e birre belghe. Decidiamo che vale la pena fare la fila per quelle due cose e così stiamo in fila circa mezzora.






A pancia piena imbocchiamo il Decumano e vediamo da fuori i vari Padiglioni. Le strutture a volte sono davvero dei piccoli gioielli ma dentro, a quanto ho sentito, c'è davvero nulla quindi niente per cui fare ore e ore di fila.






Decidiamo di visitare il Padiglione Italia e di seguito la fila che ci troviamo davanti per entrare. Chiediamo allora quanto dobbiamo aspettare  prima di poter visitare il Padiglione. Risposta: 4 ore. La morte non sembra poi così male. 
Per fortuna conosciamo una persona che ha il pass per questo padiglione e riusciamo a saltare la fila e ad entrare subito. 


Nella prima stanza del Padiglione vediamo queste statuine da presepe con i personaggi italiani del momento nel mondo della gastronomia e non.



La parte più carina sono le due stanze piene di specchi dal soffitto al pavimento. Nella prima stanza venivano riflessi alcuni paesaggi italiani come i nostri litorali, i nostri laghi, le nostre pianure, ecc...mentre nella seconda le nostre opere d'arte per cui siamo famosi in tutto il mondo.











Terminate quelle due grandi stanze, si percorrono dei corridoi in cui non c'è nulla per poi finire qua. Un enorme spazio con in mezzo un plastico gigante dell'Europa senza l'Italia e intorno degli schermi in cui vengono trasmesse interviste a personaggi famosi sul seguente tema: "Cosa sarebbe l'Europa senza l'Italia?"





Qui invece l'ultima stanza del Padiglione, una sagoma gigante a forma di Italia con della terra dentro e le piante che si possono trovare in ogni regione. Per esempio in Sicilia vedevi il fico d'india, in Calabria il Bergamotto, in Sardegna il sughero, in Puglia il grano, ecc...


Finito, questa è l'ultima cosa che vedrete nel Padiglione Italia. Non ho ragione di dire che non ne vale assolutamente la pena? 4 ore di fila per questo??? Non impari niente, nè ti rimane nulla da questa visita. Ma il tema del cibo? Dove è il tema del cibo? Che cosa serve tutto questo?
La cosa più sorprendente è che il Padiglione Italia è davvero enorme. E' un palazzo gigantesco, ma quando entri dentro non c'è niente da vedere a parte queste stanze che vi ho mostrato. Boh.

In ogni caso prossimamente pubblicherò la parte 2 della mia esperienza ad Expo che riguarda il Padiglione del Giappone. Vi anticipo che quello mi è invece piaciuto davvero tanto!


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